Il 25 marzo del 1305 fu inaugurata a Padova la Cappella degli Scrovegni di Giotto, rappresentazione massima della rivoluzione pittorica messa in atto dal pittore. Nata come cappella privata dove Enrico degli Scrovegni predispose la sua sepoltura, ben presto decise di aprirla al pubblico per presentarsi alla città come un mecenate illuminato: l’unico che, in quel momento, potesse permettersi il più grande scultore, Giovanni Pisano ed il più grande pittore Giotto di Bondone.
In un ambiente quindi di dimensioni contenute l’artista mette in scena la storia della salvezza dell’uomo attraverso i due esempi massimi: gli episodi della vita di Maria, nata da Gioacchino e Anna, sposa di Giuseppe, scelto tra i pretendenti, e le storie di Gesù dall’Annunciazione alla Pentecoste. Infine, all’altezza dello sguardo dello spettatore, la rappresentazione delle Virtù e dei Vizi, una galleria per immagini perfettamente accessibile anche a chi non sapesse leggere e scrivere e che, in tal modo, poteva avere spiegato ben chiaro cosa fosse il bene e cosa fosse il male.
Valeria Pensini
Storica dell’Arte e Guida Turistica