Abstract “Lucio Battisti e l’apparenza Un grande artista in fuga dal successo”

Abstract “Lucio Battisti e l’apparenza Un grande artista in fuga dal successo”

A differenza di altri artisti, che hanno avuto una vita costantemente sotto i riflettori, e quindi con biografie ricche di particolari, di aneddoti, di indiscrezioni, di pettegolezzi, di storie più o meno probabili riferite da amici, collaboratori, familiari, compagni di palco, con Lucio Battisti ci troviamo di fronte a una estrema povertà di informazioni sulla sua vita privata e sul suo carattere.

Sappiamo certamente che era un tipo poco amante delle luci della ribalta, schivo e con pochi amici, che non amava esibirsi in pubblico e odiava un mondo che, soprattutto dagli anni ’80, percepiva come sempre più basato sulle apparenze.

“L’apparenza” è anche il titolo di uno dei cosiddetti “dischi bianchi”, cioè quelli realizzati con Pasquale Panella, che ho scelto per aprire l’incontro e come titolo, perché è sicuramente una delle ragioni per cui Battisti ha voluto interrompere qualunque rapporto con il suo mondo, quello della canzone e dello spettacolo – il mondo dell’apparenza appunto – rinchiudendosi in un eremitaggio creativo che gli ha comunque permesso di continuare a sfornare dischi, sia pure tagliando i ponti con le strutture produttive italiane e rivolgendosi solo a collaboratori inglesi, con cui realizzava a Londra tutte le fasi di produzione, incisione e post produzione.

In questa conferenza/spettacolo ho cercato di tracciare un ritratto di quello che ritengo essere stato un vero artista, anche se difficilmente inquadrabile, attraverso le parole di chi lo ha conosciuto e ha collaborato con lui, quindi un ritratto multiplo, che cerca di catturare alcune impressioni, ricordi, memorie, viaggiando tra canzoni e parole.

 

Gianmaria Sberze

Musicista

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